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Storia di un padre di San Lazzaro di Savena – Non può salutare il figlio all’entrata della scuola materna, la madre lo vieta.

Lui: Posso salutare il piccolo la mattina fuori dalla materna?

Lei: Ma perchè vuoi salutare tuo figlio?

Lui: Ma è anche mio figlio, io sono suo padre ed è una gioia poterlo salutare prima che entri a scuola la mattina sia per me che per lui.

Ass.sociale: Non ho nulla in contrario.

Lei: Ci penserò…

Qualche giorno dopo il padre rivela alle future maestre della scuola materna la sua volontà di poter salutare il piccolo all’entrata da scuola.

Maestra: Ma certo che può salutare il piccolo la mattina prima della sua entrata in classe…

Passano i giorni e giunge un sms rivolto al padre, ecco un estratto …

Lei: Ti do la mia disponibilità per il primo giorno di scuola, non per altri.

Lettera di inizio scuola al mio angioletto:

Piccolino, abbiamo ricostruito il nostro rapporto dopo la separazione familiare frequentandoci per circa un anno sulle scale dell’androne della casa di tua madre, anche se con difficoltà, giocavamo, leggevamo storie, mangiavamo sulle scale perchè non ci era dato il permesso di uscire per giocare ne stare in casa altrimenti vi sarebbero state discussioni, ma il nostro legame è cresciuto comunque, sempre più forte anche in quelle condizioni; e anche per questa sofferenza ringrazio il destino perchè mi ha insegnato a perseverare.

Per anni ho dovuto chiamare telefonicamente dalle 10-15 volte al giorno per poterti sentire anche solo una volta al giorno di solito per pochi secondi e quando venni a conoscenza che tua madre indicava al giudice in sede di giudizio per l’affido condiviso di poterci vedere per una media di 4 ore alla settimana il mio cuore si fermò; e anche per questa sofferenza ringrazio il destino perchè mi ha insegnato a sperare nella vita.

Purtroppo tua madre prima che la conobbi ha avuto diversi problemi nella sua esistenza che sono sfociati in cure “massive” che l’hanno resa molto fragile e con una visione distorta della realtà, per fortuna le indagini degli ass. sociali volta a definire le migliori condizioni per te, rivelarono la mia condotta positiva negli anni prima della sentenza e anche i pareri delle tue precedenti maestre hanno rafforzarono la posizione del ruolo genitoriale che ho sempre avuto e per fortuna il giudice ha applicato un affido condiviso meno doloroso del previsto; e anche per questa sofferenza ringrazio il destino perchè mi ha insegnato a non perdere la fiducia negli altri.

Quest’anno hai 4 anni e frequenterai una nuova scuola materna, ma purtroppo non potrò salutarti all’entrata da scuola, mio piccolo Capitan America (come vuoi che ti chiami quando giochiamo assieme), mi dispiace ma è l’ingiustizia della vita che mi porta via lontano da te e se per sbaglio la mattina ti dovessi vedere in lontananza dovrò dolorosamente cambiare strada come ho fatto sino ad oggi… E quando vedrò i bambini accompagnati a scuola dai loro genitori, penserò a te, ed anche per questa sofferenza ringrazio il destino perchè mi ha insegnato a non perdere la fiducia che le situazioni possano migliorare.

Crescendo capirai perchè non potevo esserci nei momenti più belli della tua infanzia, ma ti assicuro che non ti lascerò mai e sappi che anche quando non mi vedi  il mio pensiero è rivolto a te. Purtroppo noi genitori abbiamo commesso degli errori ma quello più grande è di non volere smettere di aver rancore e a pagare pegno sei ancora tu… Spero che il futuro possa essere diverso…

Mi auguro che il nuovo ambiente scolastico in modo imparziale senza pregiudizi ne schieramenti di parte, avrà modo di constatare e dichiarare il meraviglioso rapporto che tra le spine di una separazione siamo riusciti a costruire.

Per tutto quanto ci è accaduto e per quanto dovremo ingiustamente sopportare ancora ringrazio il destino e tua madre e a loro dedico la frase del poeta: “nella pietà che non cede al rancore, santa madre, ho imparato l’amore.”

Buona scuola materna mio piccolo Capitan America…

affido condiviso

 

@I dati dei soggetti di questa storia per motivi di privacy non sono strettamente reali in modo da garantire in tutti i modo la privacy delle persone coinvolte.

@La storia mette in luce i danni e limiti dell’Affido condiviso all’italiana .

 

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6 comments

  1. Purtroppo pure io sto subendo un sopruso uguale . E uno schifo…!!! State distruggendo l’infanzia a dei bambini innocenti… loro hanno bisogno del calore di ogni mamma, ma anche l’affetto del proprio padre.. vergognatevi…

  2. SECONDO ME é UNA STRONZATA GALLATTICA IO GENITORE NON POSSO SALUTARE MIO FIGLIO /A XCHE MIA MOGLIE ME LO VIETA XME SE NE PUO ANDARE A FARE IN CULO PALESE PALESE .

  3. purtroppo sono storie quotidiane, le donne possono essere mostri quanto gli uomini, non è certo un organo genitale o un gene xx xy a cambiare la nostra etica e la nostra crudeltà

    mi spiace per tutti questi figli indifesi

  4. Che tristezza,ma quello che non comprendo e’ il giudice,che dovrebbe intervenire,e poi , perche’ non puoi salutare tuofiglio davanti alla scuola, abbracciarlo e dargli un bacio, la madre e’ la madre, ma tu sei il padre con gli stessi diritti di amare tuofiglio. PAPA’ lotta all’infinito x lui, amalo, bacialo, abbraccialo, Cmq lui sa quanto amore hai da donargli.

  5. io non capisco i padri che si intestardiscono.. mi è succesa la stessa cosa.. per qualche anno ho insistito.. mi è venduto l’esaurimento nervoso poi ho capito. piu insisti piu le femmine ti vedono soffrire e ne aprofittano (denunce, associazione donne violentate psicologicamente ecc ecc ). la sokuzione è una e sola: fregatevene romanamente ! lasciate che il pupo viva la sua vita di merda forse da grande capirà forse no ma fatevi i fatti vostri. pensate ad altro. è solo questione di tempo.. saluti

  6. Diciamo le cose come stanno: Essere Padri in Italia,non è un Valore ma bensì una Colpa e la giustizia ne è complice quanto la madre…..

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