Home / Articoli / Papà separati, la storia di Sergio Nardelli “Ricordo benissimo le parole di un padre che mi diceva: ‘io domani devo andare a prendere mia figlia, ma come faccio? C’ho le scarpe rotte, ho la giacca sporca, non le posso comprare niente!'”

Papà separati, la storia di Sergio Nardelli “Ricordo benissimo le parole di un padre che mi diceva: ‘io domani devo andare a prendere mia figlia, ma come faccio? C’ho le scarpe rotte, ho la giacca sporca, non le posso comprare niente!'”

Papà separati, la storia di Sergio Nardelli

“Ricordo benissimo le parole di un padre che mi diceva: ‘io domani devo andare a prendere mia figlia, ma come faccio? C’ho le scarpe rotte, ho la giacca sporca, non le posso comprare niente!'”

BI-GENORIALITA’ e affido condiviso: di seguita un’intervista con il Sig. Sergio Nardelli di Taranto le cui tristi vicende sono facilmente reperibili sul web: separazione, accuse, il carcere, la perdita del lavoro e l’allontanamento dalla figlia. Rompendo gli schemi e gli scudi, Sergio è riuscito a far emergere la verità smentendo tutto e tutti quelli che lo volevano “fuori uso”. Adesso ha riavuto la sua casa e sua figlia lasciando finalmente il “buco” dove ha vissuto per anni. Ecco le sue parole: “anche se dopo undici anni ho ottenuto quella vittoria, mi sentirò vincitore quando tutti i papà avranno ottenuto quella situazione dove si separano i coniugi, non si separano i figli dai genitori…è un diritto di tutti i bambini avere il papà, la mamma e i quattro nonni sempre!”

Sergio ha conosciuto migliaia di papà separati che passano anni nei tribunali per potersi vedere riconosciuto il diritto a stare con i figli. I responsabili dell’attuale situazione sono coloro i quali non applicano l’affido condiviso così come è previsto dalla legge vigente e non prendono provvedimenti contro le false accuse a cui puntualmente i padri sono soggetti. Tali mancanze hanno provocato la condanna della corte europea nei confronti dell’Italia.
SN – “Non possiamo stare a discutere di 4 ore, 5 ore…i figli, al 50% devono andare sia alla mamma sia al papà…un giudice in linea di massima…dovrebbe fare gli interessi del minore…da subito…19 procure italiane denunciano che l’80% delle denunce in fase di separazione sono false e strumentali…basta dire ‘mio marito è violento’…il papà viene allontanato, poi passi 10 anni nei tribunali, risulti innocente ma il bambino è cresciuto…tribunali, giudici, servizi sociali…è tutto un sistema che parla dell’interesse del minore ma a tutti gli effetti…non c’è.”

Chiediamo se esiste un possibile risarcimento per quanto ha subìto lui e la figlia.
SN – “Il risarcimento non ci potrà mai essere…io ricordo quando non potevo stare con mia figlia ma mi piazzavo all’uscita della scuola senza avvicinarmi, mi accontentavo di vederla uscire, lei tornava a casa ed io la seguivo da lontano…era un modo per proteggerla…alla sua comunione io non c’ero…ai suoi compleanni io non c’ero…di quale risarcimento si deve parlare?…la vita quotidiana di tutti i giorni come viene risarcita?…io vorrei un risarcimento…vorrei che tutti i papà, tutte le mamme, tutti i nonni, quando una coppia si separa, dal giorno dopo possano avere i loro figli ed i loro nipoti.”

E’ difficile non notare la sensibilità e la generosità d’animo di Sergio, perciò gli chiediamo se a suo parere ci sono padri separati che, diversamente da lui, nascondono il proprio menefreghismo nei riguardi dei figli giustificandosi nel menzionare l’orientamento penalizzante di tutto il sistema.
SN – “Ho girato tutta l’Italia ed ho conosciuto padri che dormono sulle panchine dell’aeroporto di Linate…dormire a Roma nei giardinetti…che fuggono…oltre allo stato economico abbastanza critico…ricordo benissimo le parole di un padre che mi diceva: ‘io domani devo andare a prendere mia figlia, ma come faccio? C’ho le scarpe rotte, ho la giacca sporca, non le posso comprare niente!’, questo papà voleva fuggire da quell’incontro…se ci sono i padri che non pensano ai figli…ci sono tantissimi papà che anche dal punto di vista psicologico non vengono messi in condizione di gestire certe situazioni ed aiutarli; sicuramente ci sono papà che non sono papà…ma io ne conosco pochissimi…se i papà che vogliono i fare i papà non ci riescono, perché parlare di coloro che non vogliono farlo?…conosco papà che, sapendo com’è la situazione in Italia, abbandonano e se ne vanno…sanno di essere perdenti in partenza…dobbiamo tutti insieme lottare…quando i coniugi si separano…da subito oltrepassare i litigi…le istituzioni devono imporre da subito che il bambino possa stare con il papà e con la mamma…un bambino senza un genitore è un bambino triste”.

(fonte: lettera cittadino via mail a Statoquotidiano >> 05.06.2015)

Fonti:

http://www.statoquotidiano.it/05/06/2015/papa-separati-la-storia-di-sergio-nardelli/340084/

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