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Mantenimento anche se i figli dormono spesso dal padre

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In materia di divorzio o separazione, quando l’affidamento condiviso dei figli prevede il collocamento prevalente presso uno dei genitori, il genitore non collocatario deve sempre pagare l’assegno di mantenimento, e ciò vale anche nell’ipotesi in cui i bambini vadano spesso a stare a casa di quest’ultimo, anche dormendovi la notte. Lo ha detto la Cassazione in una sentenza di ieri [1].

 

Ciascun genitore contribuisce al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito: è quello che viene definito “principio di proporzionalità” [2]. Tuttavia, il mantenimento deve essere versato al genitore presso cui i figli sono collocati per via del fatto che è presso questi che si forma la “stabile coabitazione”. Il pernottamento frequente dei minori presso il genitore non collocatario non lo dispensa, quindi, dal versare il mantenimento.

 

1 – Con sentenza depositata in data 24 giugno 2011 il Tribunale di Chiavari, che aveva già pronunciato la cessazione degli effetti civili del matrimonio fra i coniugi T.S. e A.P. , poneva a carco dello stesso, a titolo di contributo per il mantenimento dei due figli minori della coppia, un assegno mensile pari ad Euro 1000,00. 1.1 – L’appello proposto dall’A. , con il quale si chiedeva l’eliminazione o, in via subordinata, la riduzione di tale contributo, sulla base del fondamentale rilievo dell’equivalenza dei tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore, è stato rigettato dalla Corte di appello di Genova con la sentenza indicata in epigrafe. 1.2 – In particolare, è stato posto in evidenza la preponderanza della posizione reddituale dell’A. , dovendosi anche tener conto del pagamento, da parte della T. , di una rata di mutuo superiore rispetto a quella versata dall’ex coniuge e dell’acquisto da parte di costui, a titolo di eredità, di un appartamento in (…). A fronte di tale sperequazione, doveva altresì tenersi conto delle accresciute esigenze della prole, mentre la circostanza che i figli andassero spesso a dormire presso il padre non poteva comportare, stante la loro collocazione stabile presso la madre, l’elisione del contributo posto a carico dell’appellante. 1.3 – Per la cassazione di tale decisione l’A. propone ricorso, affidato a due motivi, illustrati da memoria. La T. non si è difesa con controricorso, essendo stato depositato unicamente atto di nomina di difensore con procura speciale, ai fini di una eventuale partecipazione alla discussione, nonché una memoria.

 

Non conta il fatto che i minori pernottino spesso dal padre perché, ciò che conta, è la stabile coabitazione ossia la collocazione, e se questa è presso la madre, l’altro coniuge deve comunque versare l’assegno.

 

 

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