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ERO SUA MOGLIE – STORIA DI UNA DONNA DI BIELLA. [ Affido condiviso e genitori separati ]

Abbiamo deciso di raccontare la storia di una madre, ( per tutelare la sua privacy la chiameremo Luisa ) crediamo sia uno spaccato di vita che accomuna molte donne in quest’epoca di “ sgretolamento” umano, economico e di sentimenti.

ERO SUA MOGLIE – STORIA DI UNA DONNA DI BIELLA.
ERO SUA MOGLIE – STORIA DI UNA DONNA DI BIELLA.

Luisa dopo un matrimonio durato 12 anni decide di lasciare il marito, ha avuto 2 bellissimi figli, e del matrimonio dice che le rimangono solo le ferite.

Mi dice che ha deciso di lasciare il marito perchè lui abusava veramente di lei, sottolineando con quella parola, veramente, che a differenza della maggior parte dei separandi che abusano falsamente delle accuse di abusi e maltrattamenti durante una separazione, per ottenere un rapporto praticamente esclusivo con i figli o nella migliore delle ipotesi più soldi dall’altro genitore.

[ Tra il 80-90% delle accuse di maltrattamenti e violenze durante una separazione sono false –

fonti internazionali (Procure, Eurispes, CFA, CDVD, GESEF, ecc..) ]

Luisa mi dice quali violenze subiva e tra le tante ve ne sono due che le sono rimaste impresse, i modi svilenti e umilianti che il partner usava difronte ai figli e quando lui decideva di “ scoparla “ ( scusate la volgarità della parola ma il termine volgare, proietta i modi ).

Ecco le frasi che mi ha raccontato:

Quando gli andava, mi prendeva per il collo o per il braccio e sbrigava i suoi bisogni”

Per lui ero un buco dove svuotarsi”

Quando i figli erano piccoli e piangevano nella culla, ero costretta ad aspettare che lui finisse i suoi comodi con me per andare da loro e vedere di cosa avevano bisogno”

Ero trattata come una puttana da marciapiede”

  • Arrivato a questo punto della storia, sento al telefono in lontananza delle voci di bambina e mi dice che è una delle sue figlie …

Poi mi dice che della sua infelice vita coniugale non ne poteva più ed ha trovato la forza di separarsi.

Del matrimonio mi sono rimaste solo le ferite “

Partono così le annose questioni legali e vicende giudiziarie, alla fine di queste vicende le figlie  vengono affidate in modo condiviso. Il padre durante l’iter processuale fa leva sui problemi di depressione passati della donna e sui problemi economici che la signora ha, non avendo un lavoro stabile e da quel momento inizia una guerra psicologica dove il marito si dimostra indisponibile nei sui confronti, non dando informazioni sullo stato scolastico e di salute delle figlie, ne soldi in modo continuo per il mantenimento delle figlie. 

  • A questo punto della storia che la signora ci ha esposto, si sente chiaramente la voce della figlia più piccola e la voce di una terza donna…A questo punto Luisa ci spiega come vive:

Luisa dopo la separazione è tornata dopo quasi 15 anni di assenza a vivere casa della madre che ha 81 anni e vive o meglio sopravvive con la sua pensione ( nonna,madre e figli ) della signora anziana, cioè con molto meno di 700€ al mese, con l’ affitto da pagare oltre le utenze non le rimane nulla per le figlie ne per se…

Luisa fa lavori umili, pulisce nelle case, stira, lavora in cucina, ma sono quasi due anni che non trova un lavoro che duri più di un qualche settimana e tutte le volte che si è illusa di trovare una famiglia dove poter lavorare, in sintesi una famiglia che la volesse aiutare dandole mansioni continuative, ha constatato che nel più delle occasioni anche chi era apparentemente un agnello in realtà era un lupo che voleva approfittare della sua situazione, chiedendole sconti economici o che fosse “disponibile” per successive prestazioni lavorative…

Cari lettori, vi assicuro che le storie che ci vengono raccontate spesso hanno questo epilogo, chi è in difficoltà spesso non viene aiutato in modo disinteressato e sincero e spesso chi aiuta ha secondi fini, oltre alla vicenda vergognosa raccontata da Luisa, vi è una realtà di sopraffazione che dovrebbe far vergognare ogni persona capace di simili comportamenti che sono indegni tanto quanto quelli del marito sopra raccontati e invitiamo tutti e tutte a raccontare questo aspetto di prepotenza che viene perpetrato a coloro che invece dovrebbero essere aiutati senza secondi fini.

Luisa chiede solo una cosa, un lavoro meno instabile poter far felice le sue figliolette, garantendole un futuro dignitoso e non sentirsi “incapace” di mantenerle e accudirle, è forse chiedere troppo?

Luisa chiude la telefonata dicendomi che ad oggi fa mangiare con i soldi di sua madre la propria figlia/e e che loro (nonna e madre) preferiscono non mangiare per far nutrire le piccole, cos’altro deve patire ancora questa donna?

Luisa è una Donna Forte, una donna che non si è fatta schiacciare dalla vita, una donna che ha difeso la sua dignità di madre e di donna, una donna sola nell’affrontare le difficoltà della vita ma che non si da per vinta, una grande mamma che insegna con grande umiltà il rispetto delle persone e questa è la grande ricchezza d’insegnamento che trasferisce alle sue piccole figliolette e a tutti noi.

Luisa, grazie di cuore per aver deciso di raccontare e di divulgare la tua dolorosa storia.

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